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Le tappe della sovranità della Repubblica di San Marino |
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0-Premessa 2-Da Valle Sant'Anastasio a Roma 4-Dell'origine, et Governo della Republica di San Marino 6-Relinquo vos liberos utroque Homine
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- 0 - Premessa |
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Il 2 marzo 1992 la Repubblica di San Marino entra nell’ONU, accolta dall’Assemblea Generale per acclamazione. Pur essendo uno Stato molto piccolo. In genere si è portati a pensare che gli Stati piccoli presenti nell’ONU siano un frutto casuale della storia. Molti devono la loro origine al processo di decolonizzazione successivo alla seconda guerra mondiale (ex colonie degli Stati europei). Altri derivano dalla frantumazione di Stati più grandi o dalla dissoluzione di imperi (ex Unione Sovietica). Alcuni, gli Stati cuscinetto, sono il prodotto di accordi di pace (ad esempio, Cipro). Pochi possono vantare una lunga storia. E questi, in genere, devono la loro esistenza a un personaggio importante che, acquisito un possesso, è riuscito lui stesso, o i suoi discendenti, a dotarlo di sovranità (ad esempio Monaco). La Repubblica di San Marino non è il prodotto di altri Stati. Non deriva dalla concessione di un potente, papa, re o imperatore. Non ha un personaggio importante alla base della sua storia. È il risultato dello sforzo plurisecolare di una comunità che, fin dal più profondo Medioevo, nel suo isolamento, concepisce, un ideale di libertà e poi lo difende con ogni mezzo e verso tutti fino ad avere, appunto, il riconoscimento di tutti. La sua storia è diversa da quella di altri Stati anche per altri aspetti. Ad esempio, è senza eroi. Non c'è un Guglielmo Tell nella storia sammarinese. Non ci sono condottieri famosi o personaggi che determinano da soli svolte eclatanti. E' una storia fatta, a prima vista, da gente comune, che affronta e risolve i problemi con criteri di comune buon senso, adoperando mezzi che sono, per così dire, alla portata di tutti. Ciò che sorprende sono la continuità e la determinazione con cui il riconoscimento della sovranità è rivendicato lungo il corso della storia. Anche quando la comunità impatta la grande storia, quella fatta di personaggi abituati a fare e disfare la geografia politica sia europea che italiana: Napoleone, Garibaldi, Cavour. Se per figurare nel grande libro della storia, gli elementi da prendere in considerazione sono le battaglie, i grandi trattati, le sopraffazioni, eccetera, allora alla Repubblica di San Marino, non può essere dedicato che uno spazio pari alla sua dimensione geografica, cioè quello di un puntino. Praticamente zero. Non così se si adoperano parametri di valutazione più fini, sia pure non necessariamente quelli specifici della storia locale. Anche nella vita di un popolo piccolo, di una piccola comunità, ci sono tanti episodi, fatti, avvenimenti, che vanno letti, interpretati, soppesati, come nella grande storia. Per secoli a San Marino si è fatto storia privilegiando gli avvenimenti che potevano indurre a pensare che San Marino è da sempre indipendente, da sempre libero, da sempre sovrano. Agli inizi del Novecento qualcuno (Pocchettino) comincia a mettere in discussione tal modo di fare storia. E si comincia ad affermare piuttosto che San Marino è, sì, ora, indipendente, libero e sovrano, ma che questa condizione è il risultato di una conquista, il frutto di uno sforzo plurisecolare. E si sposta l'attenzione sul "come" piuttosto che sul "da quando". La Repubblica di San Marino, dopo l’ingresso nell’ONU, certamente può oggettivamente essere ritenuto uno Stato libero, sovrano ed indipendente. Come vi è arrivato? Qui vengono messe in evidenza alcune tappe del cammino cominciato nel Medioevo. |
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