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Le tappe della sovranità della Repubblica di San Marino

   

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Relinquo vos liberos utroque homine

0-Premessa

1-La libertas medioevale

2-Da Valle Sant'Anastasio a Roma

3-Fatta salva la loro libertà

4-Dell'origine, et Governo della Republica di San Marino

5-Tassa del Milione

6-Relinquo vos liberos utroque Homine

7-Napoleone I e Napoleone III

8-San Marino arriva all'Onu

 

   

    

 Agli inizi del Settecento si profila per molte autonomie come la Repubblica di San Marino, anche se interne allo Stato della Chiesa, una minaccia nuova. Proviene dall’esterno. E’ conseguenza dell’arrivo in Italia degli Asburgo di Vienna.

Gli Asburgo, intenzionati a espandere i loro domini nella penisola italiana, rivendicano a sé, in quanto titolari della corona imperiale, i feudi che nel corso dei secoli hanno comunque ricevuto una investitura imperiale. In qualunque Stato quei feudi siano finiti a seguito delle mutazioni nella cartina politica apportate dalla storia. In particolare gli Asburgo rivendicano a sé molti siti dello Stato della Chiesa, essendosi questo Stato formato per l’aggregazione di territori lungamente contesi, nel Medioevo, fra papa e imperatore.

Dentro i territori dello Stato della Chiesa, nella prima metà del Settecento, sembra che il tempo sia tornato al Medioevo. Praticamente ogni luogo è, di fatto, costretto a ripensare alla sua storia, per verificare se alla base del suo attuale status c’è un atto del papa o dell’imperatore.

I sammarinesi hanno bisogno di far sapere che il loro luogo non è ascrivibile nell’elenco né dell’uno né dell’altro dei due contendenti perché il suo status deriva da una terza fonte, il suo Santo. Si servono di un libro di grande diffusione, l’Italia Sacra. In esso pubblicano, nel 1717, una Vita Sancti Marini che, pur brevissima, mette ben in rilievo gli elementi politici che fanno alla bisogna: la donazione del Monte al Santo ed il testamento del Santo. Il Santo si accomiatò dagli abitanti del Titano per raggiungere la Patria Celeste con queste parole: Filii, relinquo vos liberos utroque homine.

Dunque i sammarinesi non sono soggetti né all’autorità del papa né a quella dell’imperatore, perché liberi e dall’uno e dall’altro li ha lasciati il loro Santo. Il messaggio politico ai due fronti contrapposti è inviato attraverso il testo del testamento del Santo sintetizzato in una espressione, praticamente un motto, di evidente, strettissima attualità.

 

 Il motto, relinquo vos liberos utroque homine, nasce dunque nella prima metà del Settecento in un periodo di grande conflittualità fra papa ed imperatore, per difendersi e dall’uno e dall’altro, per prendere le distanze e dall’uno e dall’altro. Continuerà però ad essere diffuso dai sammarinesi come base del loro diritto alla piena autonomia anche nella seconda metà del Settecento quando quel conflitto ormai si è esaurito, ed i pericoli per l’autonomia sammarinese tornano a venire da una parte sola, quella papale. Diventa il manifesto politico con cui rivendicare la indipendenza nei confronti dello Stato della Chiesa di cui la Repubblica è enclave.

 

 
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